27 cebani indagati sui 3.841 partecipanti ai moti del 1821 (oltre 4 garessini, 4 di Ormea, 1 di Priola e 37 di Mondovì).
Estratto da uno studio del professore Renzo Amedeo
Il recente volume di Morsengo-Parlato (Dizionario dei Piemontesi compromessi nei moti del 1821, Istituto Storico del Risorgimento, 1982-1986, Centro Studi Piemontesi) ci offre notizie concrete su questo periodo storico che interessa Ceva ed il 1821 e che dà l’avvio alla lunga ed importante serie degli ideali delle Guerre del Risorgimento. Diventa così l’espressione di un importante movimento, anche locale, tra realisti, insorti, giacobini, rivoluzionari a conclusione delle molte vicende che stanno tra la Rivoluzione Francese e Napoleone e, giù giù, fino al Risorgimento ed alla nostra più recente Resistenza. Per alcune circostanze “inquisitorie” la Polizia Sabauda restaurata ha indagato a lungo e con diligenza queste varie appartenenze, redigendo dettagliati elenchi dei partecipanti, delle condanne ed assoluzioni, che riescono così per noi di grande importanza politica e che oggi si possono indagare in modo conclusivo. Su tali argomenti hanno scritto di recente Giorgio Vaccarino (Roma, 1989, Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali) e Michele Ruggiero sui Briganti del Piemonte 1796-1814 e circa la Rivolta dei contadini Piemontesi (1796-1802 etc...). Includiamo anche tra queste opere i nostri Itinerari Napoleonici e le ricerche sugli affissi murali ed i manifesti dell’età napoleonica circa le condanne di refrattari, coscritti, disertori, briganti e delinquenti etc... (Società Studi Storici 1973-1990, Cuneo). Le zone del cebano, di valle Bormida, di alta Val Tanaro che furono teatro di questi numerosi protagonisti (basti pensare al 1799 con la cacciata dei francesi dal Forte di Ceva ed alla “fiera di Priero”…) possono costituire un’espressione dei congiurati contro l’assolutismo regio, quali gli stessi fratelli Vasco e Pietro Giannone, storico e scrittore, imprigionati nel Forte di Ceva... Comunque, per anticipare il problema ed anche le ricerche che si stanno svolgendo, forniamo il nome dei 27 cebani coinvolti nei Moti del 1821, dei quattro garessini, dei quattro di Ormea, del priolese (da aggiungersi ai 37 monregalesi), tenendo altresì presente che potremmo citare gli altri di Viola, Mombasiglio, Murazzano, Pamparato, Dogliani, Carrù, Mombarcaro, Sale Langhe, Farigliano, Camerana, Gottasecca, Roburent, Priero, oltre che dalla finitima Riviera ligure, che offrono quel complesso di 3.841 nominativi indagati per la loro costante e valida presenza nei moti del 1821, che anticipano il nostro stesso Risorgimento.
Ecco il nome dei 27 cebani: 1 - Barbero Giovanni Battista, avvocato destituito dall’ufficio 2 - Bocca Pio, 1781, sacerdote e professore di umanità 3 - Calandri Bonifacio, farmacista, capitano della Guardia Nazionale 4 - Carrara Giuseppe, 1777, procuratore, residente a Mondovì 5 - Ceva di Roascio Ambrogio, 6/12/1792, tenente del Battaglione Monferrato 6 - Dante Giuseppe, 1795, soldato 2° Reggimento Artiglieria 7 - Davico Alessandro, 1797, caporale brigadiere dei Granatieri 8 - Davico Dionisio di Lorenzo, studente universitario, è nei veliti 9 - Davico Vincenzo, 1781, proprietario, aiutante maggiore nella Guardia Nazionale 10 - Demichelis Pietro, proprietario, “uno dei più esaltati nel marzo 1821 11 - Fechini Pietro, 1797, avvocato, “proclama a Mondovì la Costituzione” 12 - Ferrero Luigi, 1780, sottoscudiero cavalleggeri del Re, morto nel 1825 in Grecia 13 - Figone Emilio, proprietario, “uno dei più esaltati nei disordini” 14 - Gabutti Clemente, notaio, idem come sopra 15 - Garrone Giovanni Maria, 1789, furiere Battaglione Piemonte 16 - Marenco Giovanni, 1799, avvocato relegato a Mondovì, compositore di canzone inneggiante la Costituzione 17 - Musso Giovanni Battista, proprietario, partecipò ai moti 18 - Prandi Fortunato, nato a Camerana 1768, residente a Ceva, condannato a morte in contumacia, emigrato in Spagna, amico di Mazzini, poi deputato 19 - Ravina Amedeo, nato a Gottasecca 1788, autore delle opere I Canti Italici, La Satira contro la Santa Alleanza, condannato a morte in contumacia, emigrato in Spagna ed Inghilterra, poi deputato, morto nel 1857 20 - Roberi Bartolomeo, consigliere comunale di Ceva, partecipò ai moti 21 - Sauli d’Igliano Lodovico, 1787, aiutante del sottoprefetto a Ceva e poi bibliotecario a Torino, scrive Le Reminescenze della propria vita, senatore, reggente il Ministero della Guerra nel 1821, morto nel 1847 22 - Scarzella Giovanni Dionigi, 1789, sotto tenente Brigata Alessandria, partecipa ai moti di Chambery 24/3/1821, condannato a 10 anni, poi capitano e delegato a Demonte e Saluzzo 23 - Schellino Giuseppe, nato a Marsaglia, studente in chirurgia, arrestato a San Salvario 24 - Silvano Agostino, 1794, carabiniere a cavallo, trasferito nei Cacciatori 25 - Silvano, negoziante, “uno dei più esaltati” 26 - Viglierchio don Leopoldo, canonico di Ceva, alloggiò il Fechini in casa sua 27 - Voarino Giovanni Pietro, 1792, sergente, furiere dei Dragoni, morto a Bruxelles nel 1840
I quattro nominativi di Garessio sono: 1 - Forneris Giuseppe, studente nel 1821 2 - Giaccone Luigi, studente e ferito a Torino 3 - Perona Giuseppe, già nell’esercito napoleonico e poi emigrato in Inghilterra 4 - Rubba Teofilo, sacerdote e maestro a Mondovì
I quattro di Ormea sono: 1 - Colombo Giacomo, medico 2 - Demichelis Pietro, 1785 3 - Formento Giuseppe, 1797 4 - Seno Giovanni, 1760, sacerdote, maestro.
E’ di Priola Roberi Giacinto, 1802, già prigioniero in Francia.