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Associazione Ceva nella Storia - Letterario e Politico '800: LEOPOLDO MARENCO (Ceva 1831 - Milano 1899)

Letterario e Politico '800: LEOPOLDO MARENCO (Ceva 1831 - Milano 1899)     Torna all'indice


Leopoldo Paolo Marenco, librettista italiano, nacque il 1º novembre 1831 a Ceva, figlio quintogenito del drammaturgo Carlo Marenco. Come il padre iniziò la sua carriera nella pubblica amministrazione, lavorando per il Dipartimento del Tesoro dell'allora Regno di Sardegna.

Ben presto però lasciò la professione burocratica per dedicarsi all'insegnamento della letteratura latina, prima a Ceva poi a Bologna, dal 1860 al 1864 e a Milano, dal 1864 al 1871. Infine abbandonò anche la scuola per riservare, seguendo le orme del genitore, tutte le sue energie e facoltà all’arte drammatica.

Dal padre non soltanto ereditò il gusto per il teatro, ma anche una certa predilezione per i motivi storici, rinvigorita dall'esempio dello scrittore contemporaneo Giuseppe Giacosa.
Esordì con un buon successo con Isabella Orsini, nel 1851, al Teatro Carignano di Torino.

La sua opera più fortunata, il suo capolavoro, fu Il Falconiere di Pietra Ardena, del 1871, dramma in tre atti ispirato alla leggenda di Aleramo ed Adelasia (figlia dell’imperatore Ottone I di Germania e Re d’Italia), che inaugurò in un certo senso una voga letteraria melodrammaturgica caratterizzata da ambientazioni medioevali, ripresa poi da altri importanti autori come Pietro Mascagni, Italo Montemezzi e Riccardo Zandonai. Il Falconiere venne anche messo in musica da Tommaso Benvenuti nel 1878 e, da Francesco Paolo Frontini nel 1899. Sicuramente a questo componimento si rifecero anche gli editori cebani di quello che fu un importante periodico di cronaca locale, edito dal 1885 al 1917, dando allo stesso il medesimo titolo.

Molto successo ebbero anche la commedia Celeste (1871), il Fra Jacopo Bussolari e la Piccarda Donati (1858) che riportò il premio su molte altre tragedie che furono esposte alla società filodrammatica di Torino.

Adelaide Ristori, celebre attrice tragica di quei tempi, incoraggiò con i suoi consigli questo giovane scrittore; l'ebbe suo compagno in Parigi all'epoca dell'esposizione del 1855, che fu per lei un grande trionfo e dove meritò una visita in gran tenuta da parte di Napoleone III, il quale disse che l'Imperatore dei Francesi doveva fare una visita all'imperatrice dell'arte drammatica.
Commissionata da questa grande attrice, Leopoldo Marenco scrisse Saffo (1868), che andò in scena a Madrid e a San Pietroburgo recitata dalla stessa Ristori, con presente l'autore.

I versi scritti dopo il 1860 sono più notevoli per le loro qualità liriche da quelli drammatici. I soggetti non sono più ispirati solo alla storia del medioevo, ma anche contemporanei allo scrittore.
Il dramma Marcellina è dedicato a sua moglie. Complessivamente realizzò oltre 70 opere.

Morì a Milano il 30 aprile 1899.

Il 19 aprile 1903 la sua salma fu trasferita a Ceva e deposta nel famedio del cimitero urbano accanto a quella del padre. A lui è dedicata una via della Città.




* L'elenco completo delle opere è inserito nella sezione apposita di questo sito.