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Associazione Ceva nella Storia - Religioso '900: padre GIUSEPPE DA BRA - Rambaudi Giuseppe (1884-1967)

Religioso '900: padre GIUSEPPE DA BRA - Rambaudi Giuseppe (1884-1967)     Torna all'indice


Padre Giuseppe era nato a Bra l’11 febbraio 1884 ed apparteneva all’Ordine Minore dei frati cappuccini. Illustre scrittore, storico e musicista durante la sua permanenza nel convento di Ceva, negli anni Cinquanta del secolo scorso, scrisse quello che egli stesso definì “… un racconto storico di Ceva, perché la città ne è assai degna per le sue nobilissime tradizioni...”. Per la verità padre Giuseppe ebbe l’umiltà di riconoscere di aver “... ricostruito un edificio che già esisteva...”. Infatti la sua opera, edita dalla tipografia Ghibaudo di Cuneo nel 1959 e che intitolò Ceva in tutti i tempi, si basava essenzialmente sulla revisione di quanto aveva esposto, cent’anni prima, il canonico Olivero nelle sue Memorie Storiche della Città e Marchesato di Ceva, soprattutto scrivendo in un italiano più corrente. Da questo lavoro emerse una pubblicazione dignitosa, anche se con alcune ipotesi non totalmente inconfutabili, che aveva potuto contare su una più vasta disponibilità archivistica di quella che fu consentita all’Olivero, tanto da vedere ampliati ed approfonditi alcuni temi importanti ed ovviamente estesa a fatti e personaggi dell’ultimo secolo.

Negli anni Venti del secolo scorso padre Giuseppe prestò, insieme ad altri confratelli piemontesi, la sua opera a Roma nella parrocchia di San Lorenzo appena fuori delle mura, che abbracciava una zona molto vasta ed in costante espansione urbanistica. Padre Giuseppe celebrava la messa nel quartiere Casal Bertone percorrendo quotidianamente quelli che lui chiamava i “fatidici quattromila passi”.

In seguito, nel 1934, fu impegnato nella parrocchia di Sant’Ippolito istituita nel quartiere Italia della capitale che gli fece grande omaggio raffigurandolo nell’opera artistica principale della chiesa: l'affresco dedicato a sant’Ippolito prete, dottore e martire, intitolato "Gloria di sant’Ippolito", eseguito da Orazio Amato nel 1950 nella nicchia centrale dell'abside. I volti dei personaggi a cui il pittore si ispirò sono i frati che a quel tempo risiedevano in parrocchia: padre Bernardino da Villafranca Piemonte (il volto di sant’Ippolito), padre Serafino da Fossano e padre Giuseppe da Bra.

Come anzidetto dalla metà degli anni Cinquanta del secolo passato fu nel convento dei Cappuccini di Ceva con Padre Prudenzio da Mazzè.

Tra le numerose altre sue opere, principalmente a carattere storico, figurano pubblicazioni sulla basilica di San Lorenzo (1924, 1929, 1930, 1931, 1938, 1939, 1952), sulle catacombe di San Ciriaca (1924, 1931, 1938) e Sant’Ippolito (1945), sulla vita e sul culto di san Lorenzo (1954) e sant’Ippolito (1942, 1944), sulle vie della parrocchia di Sant’Ippolito (1943), sulla Bra preistorica e su Pollenzo romana (1960, 1962), sull’Epica cristiana nel Medioevo (1964), sui Cappuccini e Pio IX (1966), sulla chiesa del Monte dei Cappuccini in Torino (1939), sull’abate Francesco Antonio Rambaudi da Bra (1954), sui Rambaudi di Alba ed il beato Alerino (1950), sul Venerdì Santo (1928).

Altrettanto prolifica fu la sua attività come autore musicale di brani per organo e coro. Sono da ascrivere a padre Giuseppe: Le sette parole (Venerdì santo) (1930, 1942), Inno a San Lodovico re di Francia patrono dei Terziari (1932), Lode alla Madonna dei Fiori patrona di Bra, Inno a San Francesco (1940, 1942), Laude a sant’Antonio da Padova (1930), Il Cappuccino coro a una voce e pianoforte (1938), Messe in onore di san Lorenzo (1928), di san Giuseppe Benedetto Cottolengo (1931), di santo Stefano (1929, 1932), di san Francesco, Messa da requiem (1929), Messa a tre voci dispari (1928), Messa in onore della Madonna dei Fiori (1931), Sei canti a Maria Santissima Desolata (1934), Scherzo polifonico Laus barbarum capucinorum (1940), Tre mottetti per tenore e organo (1953), Collana di liriche francescane per canto e pianoforte, Absolutio et de profundis, Scherzo umoristico polifonico Tempore capituli gaudent fraticuli, Missa canticum novum, Missa quinti modi, Marcia trionfale per organo e due mottetti per tenore e organo (1952), Ave Maria (1951), Missa exequialis (1928), Lirica francescana Crucifixus (1929), Lirica Al monte Faito (1951), Inno a San Giuseppe da Leonessa, Lauda all’Immacolata.

Morì il 2 aprile 1967.